Anca
L’anca (articolazione coxo-femorale) sostiene il peso corporeo e permette la deambulazione e la stabilità del bacino.
I dolori all’anca possono derivare da cause muscolari, articolari o tendinee e non sempre si localizzano direttamente nella regione inguinale. Infatti, spesso si irradiano a gluteo, al trocantere o alla coscia anteriormente.
Patologie frequenti
- Coxartrosi (artrosi dell’anca)
- Conflitto femoro-acetabolare
- Tendinopatia del medio gluteo o del piriforme
- Borsite trocanterica
- Esiti post-chirurgici (protesi d’anca)
Diagnosi e trattamento
La valutazione fisiatrica approfondisce la biomeccanica del bacino e le eventuali alterazioni posturali, supportata da diagnostica strumentale (ecografia, RX, RM).
Il trattamento può prevedere:
- Terapie fisiche e infiltrazioni ecoguidate
- Fisioterapia mirata al recupero della mobilità e della forza
- Rieducazione del passo e del carico
- Rieducazione neuromotoria per ripresa delle attività fisiche e sportive
- Programmi di prevenzione secondaria nei portatori di protesi
Un corretto percorso riabilitativo consente di ridurre il dolore, mantenere e migliorare la funzionalità articolare, migliorare la qualità di vita e ritornare alle attività desiderate
Domande frequenti
Il dolore all’anca si sente sempre all’inguine?
Non necessariamente. Il dolore da patologia dell’anca può irradiarsi al gluteo, alla coscia o al fianco, e spesso viene confuso con problemi lombari o muscolari.
Una valutazione fisiatrica mirata permette di identificare con precisione l’origine del disturbo e distinguere tra cause articolari, tendinee o posturali.
Come si distingue l’artrosi dell’anca da una tendinopatia o da una borsite trocanterica?
L’artrosi provoca rigidità, dolore profondo e limitazione nei movimenti, soprattutto al mattino o dopo essere stati seduti a lungo.
Le tendinopatie o la borsite trocanterica, invece, causano dolore più superficiale e localizzato sul fianco, che aumenta quando si cammina o si dorme sul lato interessato.
L’ecografia e la visita fisiatrica chiariscono facilmente la differenza.
È possibile evitare la chirurgia in caso di artrosi d’anca?
In molti casi sì. Nelle fasi iniziali, il trattamento conservativo può mantenere una buona funzionalità articolare e ritardare l’intervento.
Il fisiatra può impostare un piano con terapie fisiche, infiltrazioni ecoguidate e fisioterapia mirata per migliorare forza, mobilità e gestione del carico.
In caso di chirurgia la riabilitazione personalizzata è centrale per un recupero completo.
Dopo una protesi d’anca si può tornare a fare sport?
Sì, ma con gradualità e sotto controllo medico. Dopo la riabilitazione, molti pazienti riprendono attività come cammino, bicicletta o nuoto.
Sport ad alto impatto o torsione, come la corsa o il calcio, sono tendenzialmente scoraggiate dopo l’impianto di una protesi. Anche i pazienti più giovani e sportivi devono essere valutati caso per caso dal fisiatra per garantire la sicurezza dell’impianto e la stabilità del bacino durante i movimenti.